Elena Romano

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Home Report dei corsi Corso Fundamental, Argentario - novembre 2009
Corso Fundamental, Argentario - novembre 2009

Giorno I
Sveglia ore 4. Nessun problema. L'eccitazione si fa sentire e svegliarsi non è mai stato cosi facile. Attrezzatura? Già in macchina! Bene, ho preso tutto? Ricontrollo: ok, c'è tutto. Vado... mmm... eppure mi sembra di aver dimenticato qualcosa: maschera? c'è! bibo? c'è! pinne? ci sono. Muta? c'è! maschera di back up? Presente. Torcia? C'è e anche il carica batterie! Spazzolino? C'è. Spazzolino di back up? C'è pure quello. Vestiti? ok. Cervello? Acceso.

Si può partire! Prendo la macchina e corro a prendere Giovanni, buddy e amico di vita... Carichiamo le ultime cose e facciamo un ultimo controllo. Sembra esserci tutto, eppure siamo certi che, in onore alla legge di Murphy, tra tutto ciò che si può dimenticare, di sicuro lasceremo a casa la cosa più importante e ce ne accorgeremo troppo tardi. Dopo altri 3-4 check ossessivo-compulsivi mettiamo da parte la legge e partiamo, anche perché il tempo scorre e non conosciamo la strada...
Lungo il viaggio non facciamo che sparare c...ose bizzarre e goliardate, per non pensare alla tensione che sale km dopo km, come ci ricorda, inclemente, la kafkiana voce del tom tom. La notte ormai svanisce e il sole prende il sopravvento... è un peccato che non si possa vederlo, nascosto com'è dietro le nuvole! Siamo quasi arrivati: il cuore batte forte. Caspita, tra poco incontreremo finalmente dopo mesi e mesi di attesa un istruttore GUE... che emozione!

 

Arriviamo con mezz'ora di anticipo a Porto Santo Stefano, Argentario. Ma saremo nel punto di ritrovo giusto? Proviamo a chiedere a Claudio... ehm, il suo numero? È a casa, in onore alla legge di Murphy! Alla fine riusciamo a ottenerlo tirando giù dal letto i nostri parenti e facendoli andare sul sito della GUE. Otteniamo conferma di essere effettivamente nel punto giusto. Dopo 30 minuti esatti dal nostro arrivo, quasi a spaccare il secondo, arriva un gippone nero, con un adesivo sulla parte posteriore della fiancata: GUE!

Il cuore si ferma: infarto! Sudiamo freddo... occhi spalancati... il furgone si ferma di fianco a noi, lo sportello dalla parte del guidatore si apre... sono momenti di tensione, riusciamo a vedere solo le scarpe dall'altra parte. Poi, dopo un attimo che sembra interminabile, le scarpe si muovono, si avvicinano, vengono verso di noi! In quel momento entrambi pensiamo: «Appena ci vedrà sott'acqua ci rimanderà a casa a calci...». Ma ormai è tardi per fuggire urlando. La figura misteriosa finalmente ci appare davanti... «Ciao ragazzi, sono Claudio!» e noi con le facce da ebeti e una vocina strozzata: «Ciao, io sono Luca....»  «Piacere, io sono Giovanni...» Fiuu...è andata, siamo ancora vivi... Da qui in poi tutto scivolerà liscio come l'olio.

Dopo aver conosciuto anche Elena Romano, Fabio Masiello e Giusy Mauro andiamo a fare colazione... Claudio e Fabio sono fantastici e, dopo un po' di chiacchiere molto veloci (primo segno che la parola chiave di questi 4 giorni sarà “rapidità”), ci dirigiamo verso casa di Claudio dove scarichiamo la nostra roba e iniziamo a metterci al lavoro. Il primo giorno va via veloce: tanta teoria, piccole pause bagno/cibo, prova di alcuni esercizi. Le lezioni sono chiare, mirate e accendono la curiosità, la voglia di apprendere e di scoprire.
Alle 16:00 siamo in piscina, pronti per le prove fisiche, che vengono superate senza particolari problemi. Claudio le svolge con noi, probabilmente anche per sottolineare come gli stessi principi che vengono insegnati a noi valgano anche per lui. Una buona forma fisica è fondamentale! Di nuovo a casa, continuiamo la teoria e proviamo a secco i basic 5 e l'S-drill.
Cena e poi a letto... letto?? Noi?!? Macché! Dopo aver dato la buonanotte a tutti ci carichiamo lo schienalino sulle spalle e via con altre 2 ore di basic 5, s-drill e pinneggiate sul letto!

Giorno II
Sveglia presto, oggi si va in acqua. Ansia... Dopo aver fatto colazione al bar, andiamo sul punto di immersione. Un bel briefing e poi, a muta indossata, siamo in acqua a provare le pinneggiate in superficie...
Finalmente arriva il momento della prima immersione. Trim, assetto, pinneggiate e... telecamera! La "voce" della verità. A riprenderci è Fabio. Dopo un rapido pranzo, siamo in acqua per il secondo tuffo della giornata, dove è la volta dell'elicottero e della temutissima pinneggiata all'indietro.
A casa rivediamo i video, e tra le nostre risate in seguito alla video-analisi delle nostre prestazioni e la teoria, si arriva a sera. Tutto sommato non siamo stati da buttare, anche se le nostre tecniche sono ancora grezze e poco efficaci. In generale notiamo come tutti gli esercizi siano svolti con movimenti troppo affrettati e rapidi. Claudio ci ricorda che movimenti del genere ci privano del giusto abbrivio facendoci sforzare di più e sono spesso un modo per tentare di compensare una tecnica povera. Ci ripromettiamo di lavorare su questo punto. Arriva infine il momento di salutarci, si continuerà il prossimo week-end... Stanchi, ma soddisfatti di questi due giorni e con la voglia di tornare al più presto, raggiungiamo i nostri letti, che non ci sono mai sembrati così soffici...

Giorno III
La settimana è passata velocemente, e dopo il rischio di saltare la seconda sessione a causa di una simpatica influenza, arriva il momento di partire di nuovo alla volta dell'Argentario. Stesso scenario della prima volta, ma con una differenza: LA SVEGLIA NON SUONA!! Tragedia!! La sera prima l'avevo impostata alle 3:00, perché c'era l'intenzione di arrivare con maggior anticipo. Ma l'imprevisto è sempre alle porte: alle 4:30, ben 1 ora e 30 trenta minuti oltre i piani, sento il cellulare (che per fortuna avevo dimenticato acceso) che suona, spalanco gli occhi, mi alzo di scatto, guardo il telefono... "Giovanni".
Penso: «E che vuole?». Guardo l'orologio: 4:30. «*****!!» Rispondo al telefono: «Giovanni!!». E lui: «Luca, ma dove cavolo sei finito??» Io: «Nel letto! Ma sto arrivando!!». In 5 minuti sono in macchina, un record! Alle 5 siamo in strada... piove. Iniziamo bene! Arriviamo al diving, tempo nuvoloso, mare abbastanza tranquillo. Ci prepariamo.

Intanto arriva Claudio e ripetiamo subito un po' di drill a secco. Briefing e in acqua, GUE EDGE e giù verso l'infinito blu (un infinito piuttosto delimitato, come è giusto che sia; nel GUE EDGE stabiliamo una profondità massima di 12 metri e una media di 8). A farci compagnia oggi non c'è Fabio, ma Luca Carlino, anche lui a armato di passione e videocamera.
V-drill, S-Drill, pinneggiate, trim e via dicendo, senza dimenticare di mantenere la posizione sulla cima e il contatto con il team, o almeno di provarci! Il pomeriggio si replica e quando lasciamo il diving è ormai buio. Dopo le due immersioni, stanchi, infreddoliti, "video-operati", ma senza aver perso l'entusiasmo, andiamo a casa e di nuovo teoria, revisione degli errori madornali fatti durante le due immersioni, cena e a letto. Stavolta proprio a letto... ci manca qualsiasi energia per provare anche un solo drill o una pinneggiata.

Giorno IV
Ultimo giorno. Riposati, ma un po' tesi, ci prepariamo per la nostra quinta e ultima immersione. Normalmente Claudio ne fa fare una sesta, una in più di quelle necessarie a completare il corso ma, a causa di un po' di febbre (sempre io, Luca!) e di un mare che nel pomeriggio si farà minaccioso, saremo costretti a rimanere fermi a quota 5.
Questo ci motiva ancora di più a dare il massimo e la quinta immersione si rivela talmente soddisfacente da non renderne necessaria una sesta. Stavolta a filmarci è Elena... già a terra ci ha stupito fin dall'inizio per la sua personalità, ma vederla in acqua ci toglie letteralmente il fiato, ci da un senso di leggerezza e al tempo stesso ci rilassa.
Dopo una settantina di minuti di immersione, Claudio alza il pollice in alto, chiamando così la fine dell'immersione... le sue parole, appena usciti dall'acqua, sono per noi una gioia immensa «bravi, avete eseguito bene tutti gli esercizi». In realtà tutte le parole di Claudio in questi quattro giorni sono state illuminanti: sentirlo parlare è coinvolgente e traspare chiaramente la sua passione e dedizione per la GUE, ma soprattutto per il mare, filo conduttore comune delle nostre vite.
Tornati a casa si finisce la teoria e si corregge l'esame finale. Poi rivediamo il video della giornata: meglio di quanto ci aspettassimo. Siamo migliorati molto e le riprese lo dimostrano. Alla fine il responso sull'esito del corso: Claudio è contento e ci dice che abbiamo raggiunto un  buon livello e noi ci sentiamo realmente subacquei migliori. Ci salutiamo, con la promessa di ritrovarci presto e... un immenso GRAZIE a tutti!

Luca Saponari e Giovanni Masucci

Nella sezione fotografie alcune immagini del corso