Elena Romano

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Home Report delle immersioni Cave diving trip - dicembre 2009
Cave diving trip - dicembre 2009

Anche quest’anno, come al solito, ci ritroviamo il giorno di Natale in aeroporto… destinazione Mexico, o meglio riviera maya :-) e come al solito c’è il mitico Pat che ci “garantisce” un viaggio comodo e tranquillo!! Arriviamo a Cancun in serata, macchina a noleggio pronta e via per Puerto Aventuras, dove ci aspettano Laura Pasqui, Daniele Gualdani, Stefano Memoli e Davide Felicetti.. i primi tre pronti per un cave 1 che comincerà l’indomani mattina e Felix per un cave 2 insieme a Piero Labò e Andrea Castiglioni, quest’ultimo arrivato a dir poco in extremis :-)

Il giorno seguente relax totale tra spiaggia, bagni, sole e sonnellini sparsi in grado di farci riprendere un po’ dal jet leg… anche perché Zerogravity, con la materia prima (bombole, ad esempio) è chiuso :-) tardo pomeriggio mandiamo un messaggino ai corsisti ma di tutti l’unico che si affaccia è Felix… gli altri tutti a casa, stremati tra “compiti a casa” e tentativi di recuperare un po’ di sonno.

La mattina seguente è domenica, e grazie anche ad un paio di targetas che ci ha lasciato Felix, passiamo alla fill station, recuperiamo un paio di bibo e ci dirigiamo verso Carwash… non prima di essere riusciti non molto facilmente a recuperare le batterie necessarie per le torce di back up e aver fatto una ricca colazione a Tulum. Il cenote Carwash è la nostra solita prima immersione ogni volta che torniamo qui, è il nostro ambientamento, la nostra grotta preferita, dove la main line è più lontano da raggiungere. Oggi è particolarmente affollata… al nostro arrivo già un paio di team sono già quasi pronti ad entrare in acqua e guarda caso hanno in mente la nostra stessa destinazione… Room of tears. Considerando le dimensioni limitate del rabbit hole per arrivarci e la non indifferente quantità di zone ristrette decidiamo di prendercela comoda ed aspettare che escono. Nell’attesa facciamo un giro del cenote, riusciamo a vedere un piccolo coccodrillo che nuota vicino all’entrata upstream, ammiriamo la limpidezza dell’acqua e le alghe che popolano i fondali… un piccolo paradiso lontano da tutto e da tutti… specialmente dai cellulari… ogni tanto ce n’è bisogno :-) L’immersione è come al solito estremamente piacevole e rilassante… Room of tears è a dir poco spettacolare con tutte le sue decorazioni. Lasciate le bombole alla ricarica, di nuovo in spiaggia per l’ultimo bagno e sole della giornata dopodiché in attesa di qualche news dai corsisti, anche per capire se c’è modo di passare la serata insieme… finalmente arriva un sms della Laura che ci “concede” la loro compagnia, anche se non lavati :-) hanno anche questa sera fatto tardi!! Stefano ci trasferisce un messaggio di Danny… domani Mayan Blue! La sera sul tardi arrivano Laura, Dani e Stefano… gli facciamo compagnia mentre cenano e ci raccontano un po’ del corso e della loro esperienza con Chris come istruttore… non gliene lascia passare una ma sembrano contenti comunque :-)

La mattina seguente, con molta calma, partiamo prima di tutto alla ricerca della colazione… ma come tutti i lunedì mattina ovunque nel mondo non c’è nessuno aperto ad eccezione di cafè @ cafè dove riusciamo a conciliare un veloce check delle e-mail con un caffè e tramezzino vegetariano. Passiamo a Zerogravity a salutare Angelica, che come ogni anno ci regala un bigliettino di auguri di Natale molto carino, a fare scorta di targetas per bombole e stage e, con l’occasione, lasciamo gli scooter che useremo poi nei prossimi giorni con Fred, Chris e Danny. Arriviamo a Mayan Blue con molta calma… Danny e Fred, insieme ai ragazzi del cave 2, stanno per entrare in acqua e, a parte un breve ma caloroso saluto (in realtà li abbiamo visti entrambi poco più di un mese fa in occasione della GUE Conference), li lasciamo in pace e cominciamo ad organizzare l’attrezzatura… la loro destinazione e tunnel F così, per evitare di stargli troppo tra i piedi, grazie anche a Danny che ci rinfresca il percorso, optiamo per il tunnel A verso Battleship Room passando per “Death Arrow Passage”. Centodieci minuti, un paio di jump e una varietà incredibile di rocce e formazioni, da quelle bianchissime ed estremamente decorate di Death Arrow Passage a quelle scure con livelli diversi di aloclino del tunnel A… fantastico!!

Al ritorno facciamo un salto alla spiaggia di Cafè del Mar che purtroppo continua ad essere un posto abbandonato senza alcuna traccia di volerlo far ricominciare ad essere uno degli alberghetti più belli della costa messicana… il nostro posto preferito per diversi anni. Un gran vento non fa venir voglia di sdraiarci a prendere il sole così optiamo per una lunga passeggiata lungo la spiaggia… che dire, fantastica! Rientriamo al tramonto ma tra una doccia ed un riposino ci addormentiamo senza cena… al mattino trovo un sms di Davide che ci chiedeva se cenavamo insieme :-)

Oggi è la volta di Cenote Temple of Doom, o anche conosciuto come cenote Calavera per la sua caratteristica forma di teschio… un’apertura più grande, quella da cui ci butteremo, e due più piccole. Era dal 2004 che non ci venivamo e ritrovare la mainline nonostante le mie preziose mappine non è poi tanto facile ma alla fine ci riusciamo e, non appena entrati nella zona cave, riconosco l’inquadratura della foto di Claudio che amo tantissimo… Madonna Passage e numerosi altri scatti fatti da lui insieme a Danny ormai diverso tempo fa. E’ la grotta dalle rocce chiare e estremamente friabili, con elementi più scuri che gli conferiscono una splendida atmosfera. La risalita non è sicuramente così facile per le mie ginocchia ma grazie all’aiuto di “qualcuno” riesco comunque ad uscirne :-)

Il 30 per noi Cenote Ponderosa mentre è fine corso per i ragazzi, ci vediamo giù alla marina per cenare insieme e Stefano ci riporta un messaggio di Chris… domattina alle 8:30 alla fill station… vai, si comincia :-)

L’indomani mattina quasi puntuali arriviamo a Zerogravity dove troviamo Fred e Angelica, subito dopo arriva anche Chris e insieme ci fanno vedere le foto della Cina… posti incantevoli ma soprattutto con grotte asciutte estremamente grandi. Ci raccontano un po’ della loro recente esperienza nell’ambito del progetto GUE e cominciamo a preparare gli scooter; nel frattempo arriva Danny con cui Claudio aveva appuntamento. Arrivano poi anche gli altri e decidiamo così, vista l’ora tarda che siamo riusciti a fare gironzolando per il diving, di andare a Cenote Taj Mahal dove con Davide e Andrea possiamo andare a Chinese Garden e dove Stefano, Laura e Dani possono divertirsi ugualmente rimanendo sulla mainline. Arriviamo e sembra ci sia una festa… tra corsi e cavern dive ci saranno si e no una decina di persone. Decidiamo di prendercela con calma, scendiamo all’acqua, diamo un’occhiata alla mappa, mangiamo qualcosa e alla fine ci prepariamo… in acqua fatti i controlli mettiamo la testa sott’acqua e subito troviamo la mainline per il cavern tour… 3 cookies prima di arrivare al primo jump che ci porterà verso la line, da cui con un altro jump nel bel mezzo di una restrizione con aloclino si arriva a questa enorme stanza ricchissima di speleotemi, sempre bellissima questa immersione :-) All’uscita mangiamo e aspettiamo Davide e Andrea che fanno un secondo tuffo dopodiché alla ricarica a recuperare il necessario per domani… lì incontriamo Piero e Nadia, e ci scambiamo saluti e auguri visto che loro non festeggeranno con noi, e poi tutti a Playa a prendere qualcosa da bere per questa sera. E’ l’ultimo dell’anno e lo passiamo insieme a Danny, Libby, Fred, Angelica e tutti gli altri nella nuova casa di Danny, o meglio dove verrà costruita, nel bel mezzo della giungla… è un posto fantastico. Intorno al fuoco, con una luna piena che rischiarava tutto, ognuno portando qualcosa, abbiamo trascorso una fine d’anno decisamente originale e piacevole.

Inizia così il 2010… e cosa ci può essere di meglio se non un’immersione? sveglia quindi con molta calma, colazione al cafè@cafè e appuntamento con Dani, Laura e Stefano all’entrata di Puerto… destinazione Ponderosa. Questa volta con Claudio decidiamo di ritentare il jump verso il cenote Rainbow che l’altro giorno avevamo saltato… gli altri invece optano per tragitti già fatti durante il corso con l’idea di acquisire maggiore confidenza… usciti alla spiaggia di Cafè del mar a mangiare, dove peraltro abbiamo finito tardissimo, e a casa loro per un idromassaggio che alla fine non siamo riusciti a fare…

Mattina seguente, dopo una breve sosta alla tacheria fuori Puerto per una fantastica colazione, passiamo alla fill station a lasciare le bombole del giorno prima e a Zerogravity dove ci aspetta Chris per una luuungaaa  scooter dive con partenza da Dos Palmas, destinazione Dos Ojos e al ritorno la parte downstream di Dos Palmas… 4 ore e mezza di immersione in ambienti molto articolati… partendo da Dos Palmas, con scooter e due stage ciascuno abbiamo fatto circa una 30’ prima di raggiungere Dos Ojos, attraversarlo e continuare per circa 1:15’ lasciando lungo il percorso prima la stage, poi lo scooter per continuare a pinne verso LSD e tornare poi indietro lungo lo stesso percorso; una volta tornati a Dos Palmas e lasciati scooter e stage abbiamo proseguito per circa 45’ nella zona downstream usando il solo back gas. Riemergendo siamo stati totalmente “attorniati” da un folto gruppo di messicani che, rimasti talmente affascinati da questi strani tipi che emergevano dall’acqua ci hanno riempito di foto ricordo insieme a loro… un’immersione fantastica ed una giornata decisamente piacevole, conclusasi con una sosta alla tacheria di Akumal insieme a Chris a mangiare qualcosa e fare due chiacchiere.

Al termine dell’immersione ripensavamo con Chris che il nostro addestramento cave 2 risale ormai al 2006 e a circa 2 anni fa il nostro primo workshop con lui sull’uso dello scooter in grotta. Le immersioni multi stage e scooter sono sempre molto impegnative anche in mare aperto in quanto gestire un numero sempre maggiore di equipaggiamento richiede ottima preparazione fisica, buona concentrazione mentale, tanto addestramento e capacità di divertirsi alla grande anche in condizioni difficili mantenendo un elevato livello di comfort. Tutto ciò è ancora più evidente in un ambiente come la grotta a causa di molteplici fattori come: le dimensioni degli ambienti stessi in cui ci muoviamo, a volte anche molto ristretti e delicati; l’estrema variabilità delle condizioni di visibilità che si possono incontrare in una stessa immersione; le condizioni di salinità, legate essenzialmente a profondità e distanza dalla costa, per cui serve un controllo efficiente dell’assetto; le precise regole di gestione del gas e dell’autonomia degli scooter da cui dipende l’effettiva possibilità di tornare al punto di partenza. Questo comporta la necessità, per chi pratica immersione in grotta a qualsiasi livello, di procedere con estrema calma - step by step- nell’acquisizione della necessaria esperienza per questo tipo d’immersione.

Anche stamattina sveglia quasi all’alba per essere alle 8:30 a Zerogravity. Arrivati, troviamo già la banda agguerrita dei ragazzi dei corsi intenzionati a far fruttare bene le loro giornate di cave diving… quest’oggi hanno in programma Dos Palmas, così possono andare tutti insieme. Noi invece caricati i soliti 4 scooter, 3 bibo e 6 stages ci dirigiamo oltre Tulum, destinazione Cenote Del Mar. Ci eravamo stati già con Fred lo scorso anno ma non con gli scooter e quest’oggi si prospetta un’immersione indimenticabile J a cominciare dalla restriction all’entrata già non facile con le 2 stages.. ma anche con gli scooter è decisamente più impegnativa. Tolta la molletta, regoliamo il passo dell’elica, anche se i primi 10-15’ sono quasi solo a pinne tra le restriction che popolano questa grotta ma quando si apre è fantastica… pitch on e si va, almeno fino ad un nuovo tratto di restriction dove si ricomincia, pitch a zero e pinne… e così fino al primo T-system dove invece ambienti più comodi per lo scoteer diventano praticamente una costante… Dopo circa un’oretta raggiungiamo il cenote Victoria, lo oltrepassiamo e via verso il cenote de la Familia che fa parte del sistema Ox Bel Ha. 90’ e cominciamo a tornare indietro… una breve sosta alla superficie del cenote Victoria e di nuovo indietro. Ritornati al punto d’inizio molliamo di nuovo tutto e proseguiamo con il back gas per circa 60 bar verso il mare aperto… qui l’aloclino è praticamente una costante e più ci si avvicina al mare più l’acqua salata diventa predominante insieme a diverse tracce di ambiente marino. Non riusciamo ad arrivare proprio fino al mare perché la line è insabbiata per gli ultimi uragani; qui il flusso downstream decisamente potente non aiuta a tornare indietro ma con un po’ di fatica in più nelle pinneggiate ed è fatta … 245’ di giornata spettacolare J

Il giorno seguente, ultimo della nostra vacanza, lo dedichiamo ad un’altra scooter dive con stages a Nohoch Nah Chich stavolta in compagnia di Fred. L’immersione prevede il raggiungimento, grazie ad un jump,  della Diaz line, dopo circa 50’ totali tra scooter e pinne. Qui l’ambiente diventa ancora più ricco di formazioni rocciose e decisamente più piccolo rispetto agli ambienti precedenti, particolarmente adatti all’immersione con lo scooter in quanto consentono di andare a velocità costante senza mai fermarsi. Arriva così il momento di chiamare l’immersione e stavolta, tornando indietro, lo facciamo con particolare nostalgia sapendo che domani non ci sarà una nuova esplorazione da fare. Nel frattempo tutti gli altri si sono immersi a Chac Mool dove, prima sulla mainline downstream, poi su quella upstream , hanno avuto modo di continuare a praticare le abilità in un ambiente particolarmente ricco di aloclino.

Nella sezione "fotografie" alcune immagini.